Silvia racconta come la sua vita
sia tornata
attiva anche con l’asma!

Adesso che è tutto sotto controllo, posso ammetterlo: l’asma mi ha rubato il respiro e la serenità per tanti anni… ma io le ho proprio dato una mano! Ho sempre voluto fare di testa mia, anche con la salute. I medici? A volte li ho ascoltati poco. Le terapie? Le ho seguite solo quando i sintomi erano davvero gravi. Ma la poca disciplina e fiducia per medici e terapie hanno fatto andare la mia asma fuori controllo.

Prima dei quarant’anni di età ero in salute, l’allergia a graminacee e acari della polvere non mi creava problemi. Sono sempre stata una donna energica, di quelle che ‘tengono su’ tutta la famiglia: lavoravo a tempo pieno come impiegata in ospedale, trovando il tempo di seguire le mie figlie nei compiti o accompagnarle in piscina. Mi ritagliavo anche del tempo libero, ho sempre avuto una grande passione per i balli latino-americani. Poi, nell’ottobre del 2001, sulla mia vita attiva è calato il velo buio dell’asma.

Mi sono ritrovata al pronto soccorso in piena crisi asmatica. Un’esperienza bruttissima, mi sentivo come se non fossi più capace di respirare. Nei primi due anni la malattia si è proprio ‘scatenata’. Sono stata ricoverata per ben due volte in ospedale e non ricordo più nemmeno in quante altre occasioni sono ‘solo’ finita in pronto soccorso con famiglia al seguito, in stato di panico. Visto che stavo davvero male e che i sintomi erano peggiorati così repentinamente in pochi mesi, sono stata costretta a ‘rallentare’. Ho smesso di fumare (e questo è un bene!) ma ho anche dovuto dire addio alle mie colleghe-amiche storiche, per farmi trasferire in un ufficio meno polveroso, e al merengue perché il fiatone proprio mi impediva di ballare.

L’asma ha stravolto la mia vita ma ci ho messo anche del mio. Quando mi sentivo bene, trascuravo le terapie oppure saltavo gli appuntamenti medici. Però, quando l’asma peggiorava, soprattutto durante i periodi di stagionalità per l’allergia…davo la colpa ai medici e alle terapie! Ho iniziato a capire che dovevo impegnarmi di più se volevo davvero controllare i sintomi quando sono stata reindirizzata verso un centro specialistico nella mia provincia, dopo il secondo ricovero ospedaliero. Qui il medico e tutto lo staff mi hanno convinta dell’importanza di trascuravo le terapie oppure saltavo gli appuntamenti medici. Però, quando l’asma peggiorava, soprattutto durante i periodi di stagionalità per l’allergia…davo la colpa ai medici e alle terapie! Ho iniziato a capire che dovevo impegnarmi di più se volevo davvero controllare i sintomi quando sono stata reindirizzata verso un controlli medici programmati, mi hanno cambiato la terapia e già dopo qualche mese sono tornata a fare lunghe passeggiate e qualche passo di latino-americano.

Incoraggiata dai risultati, per un anno intero sono stata una paziente modello. Poi, però, ho interrotto la terapia perché ormai mi sentivo bene. Il risultato? Immediata fame d’aria, stanchezza e vita quotidiana limitata. Così, dopo tre mesi ‘di buio’ sono tornata a seguire le indicazioni dei medici.

Soffro di asma allergica da 15 anni ormai e solo oggi posso dire che con questa malattia si può convivere. La mia vita è tornata attiva, ho ricominciato a ballare due volte la settimana, a occuparmi della famiglia e della casa, a viaggiare. Il merito è soprattutto dei medici che sono riusciti a convincermi finalmente che l’asma di combatte non solo con le terapie giuste ma anche con i controlli regolari, tanta costanza e fiducia in chi ci cura.

Silvia


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