Tosse notturna

Esperienza comune nell’asma, in particolar modo quando la patologia è poco controllata, sono le “notti in bianco”: la persona asmatica non riesce a prendere sonno per il perdurare dell'oppressione toracicae degli altri sintomi caratteristici della patologia, come il respiro sibilante, la dispnea e una tosse, spesso secca e stizzosa, con accessi ravvicinati e ripetuti. Lo stato di agitazione che accompagna tali fenomeni non fa che rendere ancora più difficile il riposo del paziente. Negli asmatici la tosse notturna è assai comune quando il paziente è affetto da infezioni polmonari, anche da una semplice influenza o una più seria bronchite. In questi casi, però, la tosse può essere anche produttiva, cioè con secrezione catarrale.

Tuttavia, se tali disturbi avvengono con notevole frequenza e in assenza di infezioni respiratorie, è probabile che la terapia prescritta non sia adeguata a controllare la malattia o che l'ambiente in cui il paziente vive o riposa non sia idoneo (ad esempio per la presenza di particolari allergeni per i quali il paziente è sensibilizzato).

Il paziente asmatico dovrebbe essere informato dal medico del fatto che l’asma è una patologia in gran parte controllabile se si adottano le misure terapeutiche opportune. È un comune riscontro, nei pazienti asmatici, la tendenza a non assumere regolarmente i farmaci prescritti e a tollerare i sintomi, come la tosse notturna, anche se questi compromettono già in certa misura la qualità della vita e, in questo caso, anche la qualità del sonno, con ricadute spiacevoli anche sulla salute generale e sull’umore della persona interessata.

Spesso si adottano delle strategie, come l’uso di diversi cuscini, che possono favorire una migliore respirazione durante il sonno (rispetto a una posizione supina), ma tale misure rischiano di essere dei palliativi di dubbia efficacia. In tutti gli altri casi, è bene che il paziente che riscontri un peggioramento dei propri sintomi, come una tosse notturna che ne compromette la capacità di prendere sonno, si rechi dal medico affinchè questi possa valutare gli interventi necessari per migliorare il controllo dei sintomi.

Ultimo aggiornamento: settembre 2015

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