Difficoltà respiratorie (dispnea)

La dispnea, o fame d'aria, è la sensazione soggettiva di difficoltà a respirare ed è un sintomo riconducibile a molte patologie anche non respiratorie, quindi non è un segno esclusivo dell'asma bronchiale. Di solito anche nel caso di sforzi intensi i soggetti normali non riferiscono "fame d'aria"; la dispnea si avverte nel caso in cui i "centri respiratori" percepiscano che qualcosa non va nella normale respirazione.

Perché si ha talvolta "fame d'aria"?

Il ritmo della respirazione è dettato da un meccanismo automatico, ma i muscoli coinvolti sono volontari. La frequenza respiratoria è determinata da diversi fattori, tra i quali è determinante la quantità di anidride carbonica (l'acido prodotto dalle cellule) che l'organismo produce e deve espellere. Vi sono delle strutture deputate al rilevamento delle variazioni di anidride carbonica, oltre che dell'ossigeno e dell'acidità (recettori nervosi/chimici) che reagiscono imponendo un'intensificazione del ritmo e della profondità del respiro.

Oltre che dell'asma, la dispnea è quindi il sintomo caratteristico di molte altre condizioni patologiche, come la polmonite, l'ischemia cardiaca, la pneumopatia interstiziale, l'insufficienza cardiaca congestizia, la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Può avere anche cause psicogene che sono però rare e non devono mai essere considerate per prime. L'asma è tuttavia la causa più comune di una situazione d'emergenza di mancanza di respiro.

Una sensazione di difficoltà respiratoria, che può manifestarsi semplicemente con l'incremento della frequenza degli atti respiratori, non viene di solito interpretata come particolarmente spiacevole o anomala in condizioni normali, ad esempio quando tale fenomeno avviene durante un'intensa attività fisica. Talvolta, invece, ci si rende conto di avere fame d'aria nel corso di un esercizio fisico di lieve entità o nell'esecuzione delle normali e altrimenti poco impegnative attività quotidiane. Visto che con l'età le "performance" fisiche si riducono, un modo per testare il rapporto tra sforzo fisico e "mancanza di fiato" consiste nel confrontarsi con i propri coetanei (camminando a fianco ai miei coetanei ho l'impressione di fare più fatica?). Un soggetto nota un incremento della frequenza respiratoria anche quando si trova a un'altitudine elevata, ma in genere non interpreta tale evenienza come un fatto spiacevole.

Ultimo aggiornamento: luglio 2016

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