L’influenza dei virus stagionali
sull’asma

L’ama è una patologia che ha sostanzialmente due elementi di “malattia” a livello delle vie aeree: a) la presenza di una infiammazione di fondo; b) un muscolo liscio che è maggiormente rappresentato e più “reattivo” di quello dei soggetti sani. Come si inseriscono le infezioni virali stagionali in questo contesto, soprattutto alla luce del fatto che quasi sempre colpiscono le vie aeree, sia superiori che inferiori?

E’ attualmente assodato come vi sia una forte associazione tra le infezioni virali stagionali e le riacutizzazioni dell’asma, soprattutto nei bambini ma anche negli adulti. Gli studi infatti confermano come sia frequente l’isolamento di virus durante le riacutizzazioni e tra questi soprattutto il rinovirus ma anche il virus respiratorio sinciziale (RSV) ed i virus influenzali e parainfluenzali stagionali. Va sottolineato come, di per sé, ritrovare un virus in corso di una riacutizzazione non significhi che il virus sia la causa della riacutizzazioni stessa, dal momento che le infezioni virali sono molto frequenti anche in pazienti che non mostrino una riacutizzazione asmatica. Molti elementi, però, che discuteremo di seguito, tendono in realtà a confermare che l’associazione tra la presenza del virus e le riacutizzazioni non sia casuale. Per avere un ulteriore elemento che confermi la sinergia esistente tra l’asma bronchiale, l’allergia, le riacutizzazioni ed le infezioni virali va ricordato come sia stato dimostrato che l’essere allergico aumenta il rischio di riacutizzazione di 3.2 volte ed avere una infezione da rinovirus di 4.4 volte, ma i due aspetti contemporaneamente di ben 17 volte.

Quali sono gli elementi che fanno sì che l’infezione virale porti ad una riacutizzazione asmatica? Gli elementi sono sostanzialmente tre:

  • fattori legati al paziente asmatico;
  • fattori ambientali;
  • fattori legati all’agente infettante.

Il primo punto, per quanto riguarda questa trattazione, è forse il più importante. Infatti, una riacutizzazione in seguito ad una infezione virale, risulta più probabile nel caso di un’asma più grave e non trattata in modo adeguato e su questo si può incidere in modo significativo cercando di “arrivare” alla infezione nelle condizioni migliori possibili, in primis seguendo in modo scrupoloso e continuo la terapia suggerita e condivisa con il proprio medico. Il secondo fattore include l’esposizione ad elementi che siano in grado di aumentare “sinergicamente” l’effetto lesivo del virus e tra questi vi sono l’inquinamento atmosferico, gli irritanti, per i soggetti allergici la contemporanea esposizione ad allergeni e, soprattutto, l’esposizione al fumo di sigaretta. Infine, ultimo fattore ma non in termini di importanza, è la virulenza della infezione in sé, non dimenticando che le infezioni virali spesso “aprono” le vie aeree ad una successiva infezione batterica.

Perché i pazienti asmatici “subiscono” maggiormente le infezioni virali?

Gli elementi che possono giustificare questa evidenza possono essere visti da due punti di vista diversi che tratteremo brevemente.

L’infezione virale peggiora di per sé l’asma

E’ noto come i virus a livello delle vie aeree siano in grado di “danneggiare” l’epitelio di rivestimento inducendo di per sé una infiammazione che causa a sua volta un ulteriore danno responsabile dei sintomi che tutti, asmatici e non asmatici, manifestano in corso di una virosi. E’ intuitivo come questa evenienza, fastidiosa e parzialmente debilitante in soggetti sani, possa essere maggiormente grave o addirittura catastrofica in un paziente asmatico. In questo caso infatti le cui vie aeree sono già infiammate, condizione che fa sì che il paziente subisca certamente in modo più importante tutti gli aspetti pro-infiammatori del virus, non ultimo l’aumento delle secrezioni che si accumulano a livello del lume delle vie aeree, in alcuni casi già in parte “ostruite”. E’ stato poi dimostrato come l’infezione virale sia in grado di potenziale l’infiammazione allergica a livello delle vie aeree; vi sarebbe quindi una sinergia “negativa” tra l’infiammazione tipica dell’asma allergico e l’infiammazione dovuta alla infezione virale.

Il paziente asmatico è, rispetto ai non asmatici, maggiormente vulnerabile all’effetto dei virus

L’evidenza dell’associazione tra l’allergia, componente frequente nell’asma, e la predisposizione alle riacutizzazioni in corso di infezione virale delle vie aeree ha suggerito che la presenza dell’allergia possa di per sé inibire o alterare la risposta del paziente asmatico all’infezione virale. Questo è stato confermato da alcuni studi che hanno dimostrato come la produzione di una sostanza che cerca di limitare l’effetto dei virus, soprattutto nelle prime fasi della malattia (l’interferone) sia ridotta negli asmatici. Questa ridotta produzione di interferone da parte delle vie aeree potrebbe essere maggiormente presente nei pazienti con asma più grave, dal momento che lo stesso comportamento non è stato registrato in pazienti con malattia lieve. A livello delle vie aeree sono stati suggeriti diversi meccanismi responsabili di questa risposta “disfunzionale” all’infezione virale nei pazienti asmatici. Senza entrare in dettagli troppo tecnici, uno di questi meccanismi prevede che l’aumentata risposta mediata dalle immunoglobuline E (Ig-E) nei pazienti asmatici sia in grado di ridurre la produzione di interferone da parte di alcune cellule presenti a livello delle via aeree.

Cosa possiamo fare in pratica per limitare gli effetti negativi legati alle infezioni virali stagionali sul controllo dell’asma?

Limitare l’esposizione ai virus stagionali risulta molto difficile se non impossibile; ad oggi, al di là della vaccinazione antinfluenzale stagionale, non sono disponibili vaccini efficaci nei confronti del rinovirus. Cosa è allora possibile fare? La strategia migliore per i bambini, adolescenti ed adulti asmatici è di farsi “trovare pronti” nel momento dell’infezione, vale a dire avere il livello di controllo dell’asma migliore possibile, utilizzando i farmaci attualmente disponibili.

Ultimo aggiornamento: luglio 2018

Professionisti salute