Condizioni climatiche e asma

Il soggetto asmatico è sensibile a qualsiasi agente irritante, fisico o chimico che sia, in grado di scatenare l'iperreattività bronchiale tipica dell'asma. Tra questi agenti annoveriamo anche determinate condizioni meteorologiche e climatiche, come quelle che si incontrano più frequentemente nella stagione invernale. È comunque importante notare che non tutti gli asmatici rispondono allo stesso modo a tali potenziali fattori scatenanti, e seppure non esistono climi assolutamente favorevoli o sfavorevoli all'insorgere dell'asma, vi sono pur tuttavia condizioni che possono essere più "pericolose" di altre. Tali circostanze possono provocare crisi asmatiche o far peggiorare il decorso della malattia.

I fattori meteorologici comunemente associati all'asma bronchiale sono:

  • vento
  • pioggia e umidità
  • aria fredda invernale
  • caldo o secco eccessivo
  • momenti che precedono o seguono un temporale.

Non è tanto la qualità di tali fattori a determinare l'aumento della possibilità di attacchi d'asma, quanto il grado d'intensità degli stessi. Ad esempio, climi molto umidi o al contrario molto secchi, oppure molto caldi o molto freddi, sono in genere tutti potenzialmente negativi per un soggetto asmatico. È, infatti, dimostrato che nelle persone con asma bronchiale, l'aria calda e umida determina un immediato aumento della resistenza delle vie aeree, circostanza che non si verifica nelle persone non asmatiche.

Ultimo aggiornamento: luglio 2016


Riferimenti in letteratura

  1. Curr Opin Allergy Clin Immunol. 2005 Apr;5(2):153-9.
  2. Risk factors for asthma and atopy. Arruda LK1, Solé D, Baena-Cagnani CE, Naspitz CK.
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