Ansia ed asma:
un connubio di lunga data

Del legame tra alcuni aspetti “psicologici” e l’asma bronchiale possiamo trovare traccia su pubblicazioni scientifiche già due secoli fa; nel 1886, infatti, McKenzie et al. pubblicarono sulla rivista “American Journal of Medical Science” un articolo intitolato ‘The production of rose asthma by an artificial rose’ (lo scatenamento di una crisi asmatica indotta da una rosa…..artificiale).
Nel XIX secolo Sir William Osler aveva inserito l’asma all’interno del capitolo delle patologie “psicologiche”, sotto la denominazione di “asma nervosa”.
Nel XX secolo si è via via delineata la vera natura della malattia asmatica, legata all’infiammazione delle vie aeree ed alla contrazione della muscolatura liscia.

Quello che oggi sappiamo è che tra l’asma ed i disturbi d’ansia vi sia sicuramente un legame almeno dal punto di vista epidemiologico; cioè, se andiamo a prendere un campione di pazienti affetti da  asma bronchiale documentata e li confrontiamo con una coorte di soggetti sani di pari età e sesso, vediamo come tra gli asmatici la percentuale di pazienti con un profilo “ansioso”, valutato mediante questionari ben validati, sia decisamente più alta. E lo stesso vale per la depressione.
Una ricerca condotta presso l’ospedale San Paolo di Milano ha dimostrato come i pazienti asmatici abbiamo più ansia e depressione rispetto ai pazienti affetti da epatopatia cronica dovuta all’infezione del virus dell’epatite C (HCV). Questo dato raccolto molti anni prima della disponibilità delle attuali terapie che possono in qualche modo debellare l’infezione  stupisce molto, dal momento che l’epatite cronica C è una patologia trasmissibile che oltre ad influenzare la qualità di vita può anche limitarne la durata per le sue complicanze (cirrosi, insufficienza epatica ed epatocarcinoma, una forma di tumore del fegato).
Va sottolineato come, sebbene la maggior parte degli studi siano trasversali (sono cioè una fotografia di ciò che accade), anche studi longitudinali (che hanno cioè seguito i pazienti per anni), abbiano confermato che il legame tra asma e disturbi d’ansia sia stabile nel tempo e non estemporaneo.

Prima di addentrarci in un approfondimento di questo ambito è necessaria una doverosa precisazione. L’asma è a tutti gli effetti una patologia respiratoria; questo fa sì che i sintomi siano legati a specifiche manifestazioni patologiche delle vie aeree, il cui diametro si riduce e che il trattamento inalatorio o, nei casi più gravi, con farmaci biologici, sia l’unica strada per un controllo della patologia. Quindi la tosse, la mancanza di fiato, il senso di oppressione toracica ed il respiro sibilante nei pazienti asmatici NON sono manifestazioni psicosomatiche.
Avere un profilo psicologico di tipo ansioso fa sì che l’asma vada peggio o, per essere più rigorosi dal punto di vista scientifico, diciamo che i pazienti asmatici con un profilo ansioso più spiccato sono quelli con una peggiore qualità della vita e che richiedono più spesso visita in pronto soccorso oppure in ambulatorio al di fuori di quelle programmate.

Assodato che vi sia questo legame “di numeri” tra l’asma ed i disturbi d’ansia, la domanda che nasce spontanea è: perché?
Le strade sono sostanzialmente tre:
1) avere l’asma porta ad una forma di “preoccupazione” che si traduce in un disturbo d’ansia;
2) prima nasce il disturbo d’ansia e successivamente si manifestano i sintomi asmatici;
3) l’asma ed i disturbi d’ansia sono due manifestazioni della stessa condizione.

  • La prima ipotesi sembra la più ragionevole ed intuitiva; chi ha l’asma bronchiale sa che, in un qualunque momento potrà manifestare sintomi respiratori (anche quando è in vacanza oppure sta facendo sport), motivo per il quale i medici consigliano sempre ai pazienti di portare con sé un farmaco da utilizzare “al bisogno”. Questa incertezza può creare evidentemente ansia.
  • La seconda ipotesi è più complessa e meno intuitiva: perché un paziente che abbia già di per sé un disturbo d’ansia deve manifestare in seguito l’asma?

Una possibile spiegazione riguarda l’abitudine al fumo. I pazienti con un profilo ansioso spesso associano anche una tendenza alla depressione ed è noto come quest’ultimo aspetto sia legato ad una più alta incidenza della dipendenza dal fumo di sigaretta. Quindi l’ansia non promuoverebbe di per sé lo svilupparsi dell’asma, ma i pazienti arriverebbero più facilmente alla diagnosi o per l’abitudine tabagica, che fa peggiorare lo stato asmatico, o per una più “attenta” richiesta di valutazione medica.

  • L’ultima ipotesi, infine (asma ed ansia figlie della stessa condizione di fondo) è la più affascinante e riguarda una alterazione dell’asse ormonale che porta alla sintesi da parte dei surreni di cortisolo e sostanze adrenergiche (quelle che usiamo per la risposta “combatti o fuggi”). Lo stress materno durante la gestazione può alterare la capacità di questo asse ormonale a rispondere alle condizioni di stress sia fisico che psicologico e questo potrebbe portare sia alle manifestazioni psicologiche che asmatiche.

In conclusione, l’associazione tra l’asma ed un particolare profilo psicologico di tipo ansioso è ormai ben documentato. Questo non vuole affatto dire che i pazienti asmatici siano “nevrotici” poiché l’asma è a tutti gli effetti una patologia respiratoria che necessita di una specifica terapia e non è quindi una manifestazione psicosomatica.

Al di là di questo, chi ha un profilo ansioso ha un’asma che va peggio. Non sappiamo se venga prima l’uovo o la gallina, ma la scelta più saggia è quella di agire in modo adeguato su entrambe le componenti, senza avere la presunzione di capire cosa abbia generato cosa, affidandosi al proprio medico di medicina generale o ad uno specialista.

Ultimo aggiornamento: luglio 2018

Riferimenti in letteratura

  1. Di Marco F, Santus P, Centanni S. Anxiety and depression in asthma. Curr Opin Pulm Med. 2011 Jan;17(1):39-44.
  2. Di Marco F, Verga M, Santus P, Giovannelli F, Busatto P, Neri M, Girbino G, Bonini S, Centanni S. Close correlation between anxiety, depression, and asthma control. Respir Med. 2010 Jan;104(1):22-8.
  3. Centanni S, Di Marco F, Castagna F, Boveri B, Casanova F, Piazzini A. Psychological issues in the treatment of asthmatic patients. Respir Med. 2000 Aug;94(8):742-9.
Professionisti salute